Recensione di Brothers in Arms: Hell's Highway |
| Giovedì 02 Ottobre 2008 04:40 |
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Con Brothers in Arms: Hell's Highway, Gearbox riesuma la Seconda Guerra mondiale e con essa l'importante operazione Market-Garden. Il vostro compito è di calarvi nei panni del Sergente Matt Baker, affiancato da Joe Hartsock e il resto della 101° Divisione Paracadutisti, per aprire la famosa “Hell's Highway” in una missione decisiva per le sorti dell'intera guerra.
Un salto nella storia Tornando alla trama, cardine dell'intera produzione, Hell's Highway si focalizza principalmente sulle relazioni interpersonali tra i vari personaggi e i loro stati d'animo di fronte all'orrore del conflitto. Sono molteplici gli argomenti carichi d'emozione, ma il trattamento con cui sono stati proposti lascia piuttosto a desiderare; si ha più spesso l'impressione di osservare degli attorucoli nel bel mezzo di un film di guerra, che assistere a delle scene realistiche sul campo di battaglia. I dialoghi, inoltre, peccano di originalità nei confronti della marea di opere che hanno già evocato l'argomento. Occorre, in aggiunta, conoscere e ricordarsi gli episodi precedenti per comprendere i vari flash-back e i diversi riferimenti ai personaggi morti negli altri Brothers in Arms. Per coronare il tutto, le cinematiche sono molto estese, finendo per spezzare il ritmo dell'azione. La parte giocata, resa molto bene dai suoni e dal gameplay, ne paga quindi inevitabilmente il prezzo.
Strategie d'attacco L'azione e il sistema di gioco ruotano principalmente attorno a due aspetti. Il primo, relativo al proprio personaggio, si riassume nei consueti canoni degli FPS moderni: nascondersi, mirare, sparare e avanzare. Il secondo, invece, riguarda i propri alleati e si risolve in questi tre inediti passaggi per la serie: stabilire, ordinare, eliminare. Hell's Highway, infatti, propone per la prima volta la possibilità di controllare indirettamente alcune squadre di supporto composte da due o tre uomini (mitraglieri, soldati armati di bazooka e fazioni d'attacco), ai quali bisogna impartire ordini di spostamento e d'attacco. I nemici, per non essere confusi, si distinguono con un cerchio rosso sopra la loro testa; sparando sulla loro posizione, il simbolo diventa grigio, suggerendo che ci si può muovere allo scoperto senza correre il rischio di prendersi una pallottola in mezzo agli occhi. Il modo migliore per favorire questa tattica è impartire a una delle proprie squadre di eliminare una postazione ostile, per poi oltrepassarla correndo. Un'idea carina, che offre uno spunto strategico di notevole interesse. Il sistema di copertura nei conflitti, simile a quello di Gears of War, è uno dei punti forti di questo Brothers in Arms; si può solo rimproverargli di essere eccessivamente ripetitivo, ma questo è un problema facilmente riscontrabile nell'intera struttura del gameplay. Per quanto l'utilizzo di un tank o l'appostamento su un tetto possano creare delle varianti nell'azione, infatti, alla lunga si ha come l'impressione di compiere sempre le stesse cose. Alcuni livelli posso anche essere rigiocati per scoprire nuove strade da percorrere (il design dei livelli è comunque notevole), ma sotto sotto le missioni si risolvono sempre allo stesso modo. L'I.A. dei nemici, in aggiunta, non è all'altezza di un titolo che vuole sfociare nel campo della strategia.
Tecnica e multiplayer Malgrado alcuni bug e una vegetazione non proprio impeccabile che intaccano inevitabilmente l'aspetto visivo, Brothers in Arms: Hell's Highway riesce ugualmente a non deludere sul piano tecnico. Gli effetti audio, in particolare, sono riprodotti alla perfezione, creando un'atmosfera molto realistica in presenza di un buon impianto dolby surround. Veramente apprezzabili, inoltre, gli effetti a rallentatore di quando si attua con successo un headshot. Questi momenti di natura violenta sfociano persino nel gore quando una granata fa a pezzi un plotone nemico. Idee carine, che speriamo possano essere riproposte anche in futuro. Nell'insieme, comunque, è la grafica a soffrire maggiormente il confronto con altri esponenti del genere, come ad esempio un certo Call of Duty. Per finire, un breve assaggio del multiplayer. 20 giocatori suddivisi in squadre possono sfidarsi su sei mappe differenti. Lo scopo è solamente uno: eliminare gli avversari e conquistare dei territori. Fine. Purtroppo, se la campagna in singolo scade facilmente nella monotonia, non si può affermare il contrario della componente online.
Giudizio Finale Brothers in Arms: Hell's Highway è un titolo ricco di qualità (livelli ben strutturati, gameplay strategico, ecc…) ma che al tempo stesso soffre l'ingombrante presenza di alcuni difetti, come una longevità non proprio all'altezza del suo prezzo e una trama dannatamente ingombrante. Certo, per chi ha voglia di intraprendere la via per Berlino più e più volte è possibile cimentarsi in tre livelli di difficoltà differenti, ma non è sicuramente questo l'espediente migliore per spezzare la ripetitività di gioco. VOTO 7
GIOCABILITA' 7 - GRAFICA 6,5 - SONORO 7 - LONGEVITA' 7,5 |







